domenica 27 dicembre 2015

Giovani senza rispetto

Ragazzi mentre consumano cannabis e imbrattano le strutture
L’associazione Nuova Hera, affidataria del Parco degli Oleandri in Via Venezia a Crotone vuole riportare pubblicamente l’inciviltà che ha preso piede in questa bella area di verde situata a due passi dal mare ed a tre dal centro…

Partiti entusiasti nel gestire un pezzettino di città, ci troviamo oggi amareggiati nonché adirati nel dover constatare che i ragazzi, primi fruitori dell’area a cui abbiamo voluto dare spazio organizzando da subito iniziative a loro dedicate, mancano di rispetto verso il luogo in cui loro stessi vivono ancor di più verso le persone che in modo del tutto volontario si adoperano per rendere il parco quanto più decoroso possibile.

Bottiglie di birra lasciate in giro, pacchi di sigarette e di cartine vuoti gettati a terra, buste e sacchetti della colazione buttati nelle aiuole, piante rotte, le solite deiezioni canine non raccolte, i soliti muri vandalizzati con le bombolette da “pseudoartisti”, corrimano scarabocchiati col pennarello, di tutto e di più… Altra cattiva abitudine è quello di scavalcare la recinzione per bivaccare anche nelle ore notturne, quando il parco è chiuso, il tutto per farsi qualche “cannetta” lontani da sguardi indiscreti di genitori e parenti…cosa che avviene puntualmente anche nelle ore mattutine e pomeridiane.

Oggi, stanchi di questa situazione fatta presente anche dagli abitanti del quartiere, vogliamo invitare i suddetti giovani a cambiare atteggiamento altrimenti, come previsto dalle leggi in vigore, procederemo senza indugi ad esporre relative denunce alle forze dell’ordine. Una prima denuncia è stata già effettuata per segnalare attitudini sospette (presunto spaccio di droga) ed il consumo di stupefacenti da parte di diversi ragazzi all’interno del parco. La prossima denuncia scatterà per i “writers” abusivi di cui finalmente possediamo nomi e cognomi nonché foto che li ritraggono nella loro inciviltà. Noi le regole le rispettiamo, ora tocca a voi.


Buone Feste.

sabato 21 febbraio 2015

Thòlos o pietre vecchie?!

Sulla scia della recente protesta da parte di un folto gruppo di cittadini crotonesi in merito alla cementificazione di un’area del sito archeologico di Capocolonna vogliamo presentarvi quello che ci sembra essere un nuovo caso di abbandono di un pezzo di storia. Grazie alla segnalazione di un concittadino appassionato di ‘’Hellenikòn’’ (quella che erroneamente chiamiamo Magna Grecia) scopriamo che proprio sulla strada percorsa per arrivare al Museo Archeologico di Capocolonna, a pochi passi dall’ingresso, esiste una piccola costruzione rurale a pianta circolare. Nascosta dalle mura di cinta di una bella villetta (una delle 35 edificate abusivamente nell’area archeologica) la costruzione è stata etichettata frettolosamente come ‘’fornace romana o torre’’ pur non essendo mai stata indagata ufficialmente…(clicca qui per vedere le foto)

Le caratteristiche della suddetta costruzione, che potrebbero effettivamente giustificare l’appellativo di fornace o torre, a noi (in primis al nostro informatore) fanno pensare a qualcosa di più prezioso: un Thòlos! Risalente ad epoca pre-ellenica il Thòlos era utilizzato come tomba ovvero monumento funerario costituito da un vano circolare, spesso interrato, la cui parte alta veniva realizzata con pietre concentriche che le davano la caratteristica forma di cupola (da qui il nome thòlos=cupola). Quello più conosciuto al mondo è il ‘’Tesoro di Atreo’’ detto anche ‘’Tomba di Agamennone’’ edificato a Micene nel XV secolo a.C. e rinvenuto interamente con gli scavi di Schliemann, grazie al quale venne archiviata l’errata tesi che si trattasse di un’enorme forno…!
  
Semmai il nostro thòlos nascondesse una simile ricchezza storica sarebbe un crimine lasciarlo nello stato di abbandono in cui versa da anni: non esiste cartellonistica che ne indichi la presenza, è mimetizzato da erbe e piante d’ogni genere, da un lato è divenuto muro di confine grazie ad un cancello in ferro piazzato senza ritegno, dall’altro due contatori dell’Enel lo rendono un’opera di street art del secondo millennio...

Forse meglio che si tratti di un cumulo di pietre vecchie?!

venerdì 28 febbraio 2014

Ognun per se e Dio per tutti

L'egoismo è sempre stato la peste della società e quanto è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società. (Giacomo Leopardi)

Era il 1993 quando a Crotone si svolse l’ultima grande manifestazione in cui scese in strada tutta la città in modo compatto, tutti insieme per difendere il diritto al lavoro, quel lavoro che oggi, per diverse concause, ha portato all’attuale stato di salute della persona e dell’ambiente per cui molti cittadini crotonesi hanno dovuto aggiungere al loro dizionario nuovi termini come chemioterapia, leucemia, mesotelioma pleurico, radioterapia, carcinoma, oncologia, sarcoma, metastasi…

Da allora la nostra città, la stessa che vantava un paesaggio salubre da diventare una “apoikia” dell’Hellenikòn, è entrata in uno stato di coma vegetativo dove ogni genere di abuso e sopruso generato dal forestiero di turno è stato somatizzato senza battere ciglio. La politica locale (come del resto quella nazionale per ovvi motivi) non ha mai saputo e voluto difendere i diritti dei cittadini, hanno solo e sempre cercato di rispondere alle esigenze degli amici e dei “guardiani di terre” ma la colpa maggiore è stata quella di noi cittadini che non abbiamo mai avuto il coraggio di dire “non ci sto”… così ognuno si è fatto gli affari suoi sperando di campare tranquillamente 100 anni… ed invece all’improvviso sono arrivati i tumori e le morti di cancro a scuotere le coscienze! Il momento è quello opportuno per abbandonare le cattive abitudini e cambiare modo di pensare e soprattutto di agire: iniziamo dal 3 marzo 2014, un giorno come un altro, un giorno che potremo però dire diverso soltanto se “faremo” qualcosa di diverso: unire le nostre forze.

Nuova Hera aderisce all’iniziativa perché gli obiettivi da raggiungere sono importanti e riguardano tutti coloro che vivono a Crotone: bonifica del territorio, risarcimento del danno ambientale alla città, sviluppo socio-economico! La nostra associazione non ha aderito perché ci è simpatico Pietro, Elvezio, Ciccio, Anna, Aurelia, Antonella, Santina, Rosella, Mimmo, Francesco, Michele… è cosa certa che ognuno porta con se i propri peccati… ma non spetta a noi dare sentenze in merito, a noi interessa affrontare una battaglia con le forze e non in solitudine, perchè se ci trovassimo sul bordo di un precipizio non guarderemmo mai il volto di chi ci tende la mano ma benediremmo la mano stessa!


 E così di sicuro non si potrà contare su chi ha un lavoro perché il problema non lo riguarda… non si potrà contare su chi è in buona salute perché il problema non lo tange… non si potrà contare su chi pensa che le manifestazioni non servono… non si potrà contare su chi dice che tanto non cambia nulla… non si potrà contare su chi le manifestazioni le organizza meglio… non si potrà contare su chi prova antipatie per gli organizzatori… non si potrà contare su chi deve andare allo stadio… in pratica non potremo contare su alcuno… noi in verità volevamo contare soltanto sui “cittadini crotonesi”… ma per fortuna c’è Dio, almeno uno su cui contare ciecamente.

giovedì 28 novembre 2013

Abuso di discarica

Discarica abusiva? No, ma “abuso di discarica” si!! Non vediamo come altro definire questa insostenibile situazione in merito alla gestione dei rifiuti che continua ad attanagliare le vite, già di loro martoriate, dei nostri masochisti concittadini crotonesi sempre più rassegnati ad una morte lenta e dolorosa. L'art. 205 del d.lgs. 152/2006 stabilisce (almeno sulla carta) che i comuni assicurino una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari ad una soglia minima del 65% da raggiungere entro il 2012 (anno decisamente scorso). La soglia raggiunta dal comune di Crotone si ferma a “soli” 45 punti in meno…ovvero al 20%!!! Praticamente non è stato tagliato neanche il primo traguardo che stabiliva la soglia del 35% da raggiungere entro l’anno 2006!!! Paradossalmente la raccolta differenziata funzionava più quando non c’era: ricordiamo per esempio quando negli anni 80-90 noi bambini riportavamo le bottiglie di vetro al supermarket per ricevere lo sconto sui nuovi acquisti! Oggi, agli sgoccioli del 2013, l’attuale situazione nella città che vanta fino alla nausea storiche origini e vocazione turistica…è quella immortalata nella foto che accompagna questo articolo: una grande pattumiera dalla quale spuntano pezzi di strada e lembi di centro storico. Questa grande pattumiera verrà, purtroppo o per fortuna (chissà), man mano trasferita in discarica, quella che molti cittadini forse ne ignorano l’ubicazione ma non gli odori che vengono dispersi quotidianamente nel popoloso quartiere Margherita. Il presente è grigio ed il futuro nero, eppure improvvisamente la città sembra risvegliarsi e decide di “metterci la faccia”: numerosi cittadini che hanno toccato con mano le conseguenze dell’inquinamento ambientale prodotto dalle fabbriche dell’Eni, taciuto dalla politica locale, sono scese in strada per gridare basta alle morti di cancro, ne sono state contate 9 proprio nei due giorni antecedenti la manifestazione! Dunque questa urbe ha ancora qualcosa da dire e da rivendicare, non è vero che sono tutti depressi e rassegnati, ci auguriamo allora che questo risveglio duri nel tempo e magari contagi tanti altri cittadini che ancora sonnecchiano tra partite di calcio e giochini dello smartphone…

martedì 12 febbraio 2013

Meglio tardi che mai


Vuoi vedere che finalmente qualcosa sta cambiando?! Forse le associazioni di semplici cittadini cominciano ad essere ascoltate dalle istituzioni?! Era l’agosto 2011 quando questa compagine, in collaborazione con il movimento politico “Stanchi dei Soliti”, installò, vistane la mancanza, la segnaletica stradale turistica che indicasse le direzioni per raggiungere il castello ed il lungomare( link filmato ). L’iniziativa ebbe il suo bel riscontro ma i cartelli, creati artigianalmente col cartone, furono subito dismessi perché non idonei! Eravamo comunque contenti di aver dato il là affinché l’amministrazione provvedesse ad installare quelli adeguati, ed infatti… ad “appena” un anno e mezzo ecco la miracolosa apparizione! Altra segnalazione fatta tempo addietro da Nuova Hera e presa per buona dall’amministrazione, sempre con molta calma, fu la modifica dei sensi di marcia nell’area dove s’incontrano via Ruffo, via Cappuccini e via Braille( link articolo ). Qualcosa dunque si muove ancora…con un po’ di ritardo ma si muove, e poi lo dice anche il detto: meglio tardi che mai!

mercoledì 6 febbraio 2013

Anno nuovo...stessa storia


Le proverbiali montagne che la fede muove non sono niente in confronto a ciò che fa la volontà…alla gente non manca la forza ma proprio la volontà… scrisse il celebre Victor Hugo, forse dopo aver passeggiato per le scoscese viuzze di Cotrone?! Chissà se sia mai stato dalle nostre parti…ci piace immaginarlo, anche perché le sue parole vestono alla perfezione sui nostri concittadini! Come sempre i migliori a calzarli sono i nostri “maestri” amministratori che dettano le regole (non si capisce ancora di che razza siano queste regole…) parlano, parlano, parlano e poco o niente fanno finchè non intervengono cittadini virtuosi a sturargli occhi ed orecchi! Possibile mai che il tempo passa e in questa città non cambia mai nulla (in positivo)?! Con tutti i maestosi progetti visti e sentiti in tanti anni trascorsi, Crotone oggi dovrebbe essere una piccola Berlino o Barcellona o forse Oslo…ed invece si confonde tranquillamente con una periferica favelas brasiliana! La città continua ad essere colma di spazi grigi, luoghi abbandonati, selve, discariche abusive, lupanari, per non dimenticare l’atavico problema calabrese (tra poco forse diverrà un prodotto tipico..) di spazzatura che spesso appare e scompare nelle nostre strade forse perché troppo complicato parlare di “raccolta differenziata”…! Ed ecco un’ennesima “rigogliosa” area in pieno centro cittadino, ad un passo dalla favolosa fortezza di Carlo V (potenziale fonte di turismo) che fa venire il voltastomaco! Inutile descrivere ciò che potete tranquillamente (si fa per dire) ammirare in foto…(clicca qui) noi ci chiediamo soltanto perché?!? Perché non si interviene a bonificare questo luogo? Perché a noi, che non siamo amministratori o proprietari di simili luoghi, tutto ci sembra possibile e semplice da fare ed anche pronti ad intervenire mentre ai sopracitati sembra che il problema neanche esista?! Mistero…

lunedì 29 ottobre 2012

Voglio andare a vivere in campagna...(?!)


Eh si, erano proprio queste le parole citate da Toto Cutugno nel pezzo cantato a Sanremo nel lontano 1995: “la rugiada che mi bagna, zappare la terra e fare legna” quando le nostre campagne erano un’isola felice per staccarsi dallo smog e dal caos provocato dalle rumorose abitudini cittadine. Ancora oggi abbiamo modo di trovare un po’ di pace per le nostre orecchie ma non è lo stesso per i nostri occhi o per il nostro naso… la nostra campagna (quella crotonese) è si caratterizzata dalla pace ma più che una dolce quiete ci sembra un “silenzio assassino”…tra cumuli di vecchi televisori, pneumatici consumati e lastre di eternit sparse ovunque il passo dalla genuinità alla nocività del vivere in campagna è brevissimo! Ci chiediamo perché le periferie e le campagne del nostro territorio sono divenute e continuano ad essere utilizzate come discariche abusive?! Quale soluzione ha la nostra pubblica amministrazione comunale per risolvere e soprattutto prevenire questo grave ma sottovalutato problema? Nelle nostre passeggiate civiche abbiamo visto grosse discariche in pieno centro, quelle in campagna non dovrebbero colpirci più di tanto ed invece continuiamo a denunciare questo vile reato che continua ad essere (almeno per noi) disastro ambientale nonché violenza alla salute pubblica! Non possono essere considerati “normali” i cumuli di rifiuti al ciglio delle strade di campagna, accettare una nefandezza simile significa rassegnarsi apaticamente alla distruzione del territorio e quindi alla continua precarietà della nostra salute, della nostra vita. Noi non lo accettiamo, chiediamo (a breve sarà fatto ufficialmente) a chi “gestisce” il territorio di mobilitarsi seriamente e celermente alla risoluzione del problema più volte dibattuto. I rifiuti di un vecchio mobile che si vedono in foto sono freschi di giornata, la nostra verbale denuncia vi potrà sembrare cosa già sentita eppure i rifiuti che quotidianamente scoviamo sono sempre nuovi!

domenica 26 agosto 2012

Vola vola si va...


L’aeroporto di Crotone, dopo la soppressione dei treni e la mai realizzata 106 S.S., è l’unica infrastruttura di collegamento con la civiltà che, nonostante gli ottimi risultati raggiunti nell’ultimo anno, rischia seriamente di chiudere in un prossimo futuro.
Quando tutti i promontori della provincia di Crotone, in particolar modo quelli prossimi allo scalo aeroportuale, saranno conquistati dai grandi parchi eolici, forse qualcuno si alzerà e si porrà il problema di che rotta dovranno seguire gli aerei per atterrare.
 

Si proprio i parchi, riteniamo, determineranno la chiusura dell’aeroporto; ma non i parchi da noi tutti conosciuti dove insistono specie albore autoctone e alloctone, come quelle presenti a Villa Margherita (S. Anna), bensì i parchi fatti da torri eoliche alte oltre 80 metri che non creano economia (se non per le società proprietarie) ma che al contrario rischiano di compromettere per sempre lo sviluppo turistico tanto agognato e desiderato.

Infatti, al più grande parco eolico d’Europa si è aggiunto di recente il parco Eolico di Cutro mentre è in fase di realizzazione quello di Crotone che vedrà dodici torri sopra il promontorio di Poggio Pudano e S. Giorgio.
In terra di Calabria, grazie all’incompetenza, alla superficialità alle volte anche complicità, degli amministratori, è in atto la colonizzazione del terzo millennio fatta di parchi eolici, centrali biomasse, parchi fotovoltaici.

Fonti alternative di energia necessarie per uno sviluppo sostenibile e per l’abbandono dei combustibili fossili ma che non possono essere concentrate in piccoli fazzoletti di terra quale è la provincia di Crotone e la Calabria intera.

Le pubbliche denunce delle associazioni ambientaliste e dei comitati territoriali presentate nel corso degli anni sono state ignorate e poco importa se il caso eolico in Calabria è stato oggetto di un’inchiesta giornalistica andata in onda sulle reti nazionali; poco importa se quell’inchiesta ha sollevato forti dubbi sull’iter amministrativo che ha portato la regione Calabria a rilasciare le autorizzazioni nel corso di questi anni.

Purtroppo, la società civile organizzata può solo denunciare gli illeciti che quotidianamente si consumano sul territorio ovvero cercare di attirare l’attenzione degli amministratori sulle innumerevoli storture del sistema.

Fondamentale è la tempestività con cui l’Autorità Giudiziaria riesce a perseguire gli abusi e la capacità della Politica di prevenire la devastazione del paesaggio e dell’ambiente, unico vero e concreto volano per il rilancio dell’economia turistica, agricola e culturale calabrese.

Ci duole constatare che la maggior parte dei nostri rappresentanti istituzionali, a tutti i livelli, ha preferito e preferisce “fare come gli struzzi”. Atteggiamento, questo, tanto vile e irresponsabile quanto quello posto in essere da altri amministratori che dalla devastazione e dal saccheggio del territorio ne hanno tratto e ne traggono profitto, infischiandosene del drammatico presente che vivono i cittadini e dell’ignoto futuro che attende i nostri figli.

A queste sanguisuga poco importa! Tanto, con la facile ricchezza accumulata, sono già pronti a vivere un futuro lontano dalla loro tanto amata e denigrata città Pitagorica.
Al contrario, chi ha deciso di restare in terra di Calabria ha il dovere morale di mettere al servizio della collettività le proprie competenze e la propria professionalità.

Oggi più che mai occorre uscire dalle proprie case per interessarsi del bene comune; difendere il proprio territorio dagli speculatori energetici e dai baroni dell’immondizia è diventata una questione di sopravvivenza.

 
Christian Greco
Giuseppe Trocino

martedì 21 agosto 2012

Archeologia, Cultura, Turismo...cosa sono?!

Speriamo che almeno voi, fedeli lettori del nostro blog, conosciate il significato delle parole utilizzate nel titolo dell’articolo, perché a quanto pare in città, soprattutto nei palazzi più abbienti, non tutti ne hanno mai saputo granché! A dire il vero tutti sono in grado di pronunciarle ma poi se chiedi più approfonditamente comincia il fuggi fuggi… Ma lasciamo stare, non pensiamoci, sono futilità, perché mai ci si dovrebbe prodigare per 4 pietre vecchie che spuntano dal terreno deturpando il selvaggio giardino di fresche frasche che la natura vuol donarci?! Perché mai ci si dovrebbe impegnare a ripristinare uno spazio che sa di vecchiume?! Perché mai ci si dovrebbe applicare per far venire la gente da altre città al fine di mostrargli 4 pietre vecchie?! Come siete antichi…!! Oramai il tempo della Magna Grecia è passato, guardiamo avanti, cosa c’importa più della dea Hera, di Pitagora e di Milone, oggi ci sono cose più importanti…oggi c’è u Cutròn!!! Ca sabatu comincia u campionatu!! N’amu far l’abbonamentu, ca stann u president ni porta in serie A..!!

Purtroppo questa è la triste realtà dei fatti e non possiamo veramente farci nulla, più che denunciare, segnalare, scrivere, fotografare, discutere, manifestare… tutto resterà esattamente così com’è… ed è purtroppo in questi momenti che mi sorge il dubbio della discendenza della razza crotonese: se è vero che la città fu fondata 700 anni prima di Cristo dalla civiltà greca, è anche vero che 600 anni dopo la venuta del Signore la città fu occupata dai Barbari…quindi tutto torna: il crotonese medio discende dai Barbari! Sono pochi quelli che possono vantare una discendenza achea. Nonostante aver capito finalmente il perché del funzionamento delle cose a Crotone, non possiamo concludere l’articolo senza dirvi che nella foto questa volta non sono immortalati rifiuti in mezzo al verde (come purtroppo avviene di solito) ma è il verde che si è appropriato dei resti di quello che si pensa sia stato il secondo santuario dedicato al culto di Hera dopo quello noto di Capo Colonna. Chiunque può accedere e portare via con se un "souvenir" dell'antica grecia dal momento che non è presente alcuna segnalazione ed alcuna sorveglianza che facci pensare alla presenza di resti archeologici del VII secolo a.C.

A questo indirizzo potrete reperire molte informazioni sull'area di cui stiamo trattando: http://www.archeocalabria.beniculturali.it/archeovirtualtour/calabriaweb/crotone6_2.htm
Un’ennesima area, potenziale fonte di ricchezza per la città, resa invisibile dai gestori del territorio che continuano imperterriti a distruggerlo senza pietà  arrestando la nostra speranza per uno sviluppo culturale nonché economico che non arriverà mai grazie a loro. Panem et circenses dicevano gli antichi romani: “pane e giochi del circo” per il consenso del popolo o meglio per lo “stordimento del popolo” per distrarli dai giochetti politici (come per esempio le recenti finte dimissioni del nostro sindaco) ed ipnotizzarli davanti ad un pallone di calcio…

domenica 10 giugno 2012

Il Cassonetto paga il parcheggio..?!

Il cassonetto paga il parcheggio?! E’ il quesito che ci stiamo ponendo in questi giorni dopo il nostro report fotografico effettuato in pieno centro a Crotone dove le strisce blu colorano gran parte della zona ed i cassonetti, con strafottenza e poco senso civico, sono “parcheggiati” all’interno delle strisce occupando perennemente ed abusivamente i posti auto a pagamento. Sentiamo spesso dire che “è dalle piccole cose che si vedono i grandi gesti” dunque riadattando la frase in ambito di pubblica amministrazione potremmo dire che “è dal posizionamento dei cassonetti dell’immondizia che si capisce la qualità amministrativa di una città”. Noi, che non siamo soliti criticare e giudicare l’operato altrui senza offrire soluzioni alternative concrete, restiamo a disposizione degli amministratori crotonesi per l’elaborazione di un piano d’ordine in merito al riposizionamento dei cassonetti per la raccolta sia dei rifiuti generici che di quelli differenziati. Semmai i cassonetti pagassero il parcheggio come tutti i normali cittadini che lasciano la propria automobile nei suddetti spazi, noi saremmo pronti ad alzare le mani e fare un repentino dietrofront su quanto detto… perché vorrà dire che ogni cassonetto, in continua sosta nelle strisce blu, farà guadagnare alle casse del comune circa 12,00 euro al giorno ovvero 360,00 euro al mese ovvero 4.300,00 euro all’anno, che moltiplicati per una decina di spazi rubati (quelli che abbiamo individuato noi in un veloce giro con l’auto) fanno circa 43.000,00 euro…ottima risorsa di questi tempi!!

venerdì 25 maggio 2012

Pulizie di primavera al profumo d'amianto

Come si evince dal cartello in foto l’ente Provincia di Crotone sta effettuando alcuni lavori sulle rive del fiume Passovecchio: interventi integrati per il ripristino dell’officiosità idraulica del fiume… ovvero rifanno le rive del fiume per migliorare il defluire delle acque in prossimità della foce. Effettuando un sopralluogo al fine di osservare l’andamento dei lavori ci siamo accorti, con finto stupore, che le “nostre care” lastre di eternit, immortalate per la prima volta il 15 dicembre 2011, erano adagiate ancora li, su una delle due rive… non esattamente dove le avevamo congedate ma a qualche metro di distanza e, vigendo il detto “si stava meglio quando si stava peggio”, abbiamo dovuto tristemente appurare che alcune di esse, proprio a causa dello spostamento, si sono spaccate in più pezzi provocando, come ormai noto a tutti, il rilascio delle micidiali fibre d’amianto (come se quelle delle fabbriche non ci fossero bastate)! L’associazione Nuova Hera, a nome dei cittadini che tengono alla proprio salute, chiede nuovamente - repetita iuvant - un intervento immediato affinché quelle lastre vengano rimosse al più presto ed ovviamente con le modalità appropriate. Sono passati più di 5 mesi da quando queste lastre sono state rinvenute e segnalate, per nostra grande fortuna le piene invernali del fiume non le hanno trascinate nel mare ma ora non spingiamocele con le ruspe…in questi casi dove è in gioco la nostra salute consigliamo, a chi ne ha i poteri, di venir fuori dal labirinto delle responsabilità sballottate e di prendere celeri provvedimenti! Grazie.

P.S. Non Vi venga in mente di occultarle con qualche fantasioso escamotage...!!!

mercoledì 11 aprile 2012

La Crotone che non puoi smentire


Scripta manent verba volant: la scrittura resta indelebile nel tempo, le parole volano via e si disperdono nell’aria… così se qualcuno “sente dire” che la città è sporca, incivile o stolta trattasi certamente di “voci di corridoio” provenienti da malelingue nemiche, ma se sono le scritture, e non quelle di tipo fantascientifico, a testimoniare tutto ciò?! Se chi scrive non vuol certo dispensare offese gratuite ma semplicemente riportare quello che i suoi occhi hanno visto e che le sue orecchie hanno sentito…?! Purtroppo i nei sono sempre i primi a saltare all’occhio e spesso caratterizzano talmente un individuo da mettere in secondo piano il resto della bellezza del suo corpo. Questo articolo nasce dall’esigenza di intervenire tempestivamente per eliminare i suddetti “nei” prima che diventino tumori incurabili, sempre con la speranza che i dottori, chiamati ad operare, apprendano la gravità della situazione e lavorino silenziosamente al raggiungimento degli esiti che tutti i cittadini attendono da troppo tempo ed offrendo ai turisti soltanto tutte le bellezze del luogo che si aspettano di trovare.
 
 
Nel testo che vado a citare, pubblicato nel 2011 su un libro che rimembra i viaggi di Annibale, edito dalla Feltrinelli, non trovo parole per cui offendermi ma per cui vergognarmi:
 
 
Avrei voluto aspettare le stelle a Capo Colonna, presso Crotone, sulle rovine del tempio di Era Lacinia, là dove Egli incise le sue gesta su una stele in bronzo che Polibio avrebbe fatto in tempo a leggere prima della distruzione. Avrei voluto, ma non è stato possibile, perché a Capo Colonna non ci sono le stelle. C’è troppa luce. Una funebre processione di lampioni simili a capestri ha sconciato il promontorio più bello del Mediterraneo, in mezzo a pomposi manifesti che glorificano la Provincia che ha ucciso la notte. Il mito richiede penombra, e qui nulla più dice del gran fuoco lacinio che dava la rotta ai naviganti tra le coste illiriche, il tacco d’Italia e il cratere fiammeggiante dell’Etna. Oggi troppe cose devo ignorare per carpire quella magia: la devastazione edilizia di Crotone, i bottini stracolmi di immondizia, i bimbi protervi che ostentano impennate in motocicletta, le radio a tutto volume, il parcheggio nuovo già a pezzi, la strada che porta a un ristorante anziché al tempio… E poi quel’irrigazione a pioggia col sole alto mentre i giornali locali incalzano pianti greci sulla grande sete del Sud. Ma la cosa più umiliante è scoprire che il Capo è superiore a tutto questo: se ne sta con la sua solitaria colonna, appoggiato ai faraglioni, come un corpo celeste indifferente alla stoltezza degli umani. Fermo come un’astronave, sotto l’ultimo cielo italiano di Annibale.
 
 
Apro il dizionario mitologico, lo esploro con la torcia, cerco di Crotone e scopro con un brivido che Capo Lacinio -  o Capo Colonna che dir si voglia - è il punto terminale del viaggio di Ercole prima dell’imbarco per la Sicilia.
 
 
Povero Ionio. Era il re dei mari, oggi è un lago di terza classe, più dimenticato persino dell’Adriatico della grande Venezia. Roma di oggi guarda solo al Tirreno. E tu, Crotone, come ti sei perduta, dopo che Pitagora cercò in te le leggi dell’Universo… Crotone, dove gli uomini giusti partivano per l’aldilà con in bocca istruzioni su foglie d’oro, e dove Evemero da Messina spiegò che gli dei erano solo uomini che avevano lasciato memoria immortale di sé.
 
 
Di seguito riporto invece il diario di bordo, pubblicato sul web, di un simpatico viaggiatore a bordo di un “risciò” (una particolare bici-taxi) transitato a Crotone nel Maggio 2010:
 
 
Ho chiesto qui alla gente dove fosse l'ufficio di informazione turistica, ma chi mi mandava a destra, chi a sinistra, e chi dritto. Ad un certo punto ero entrato nella via pedonale, che nelle classiche città postmoderne è la via dei negozi e al contempo la via che conduce verso il nucleo del centro storico, ove, di solito, si trova l'ufficio di informazioni per i turisti.
Ma i vigili che ho incontrato sulla via pedonale mi hanno indirizzato indietro, verso una di quelle grandi vie moderne, credo fosse via Vittorio Veneto. Insomma, ho girato senza meta per la città nuova, ma non c'era nessun info-point.
La mia impressione di Crotone, al momento di lasciarla: sicuramente un patrimonio storico invidiabile, urbanisticamente ha del potenziale, il fatto che ci siano gli api-taxi è già un'attrazione turistica per se, i risciò qui potrebbero avere una loro fetta di mercato dei trasporti, come qualche Crotonese mi ha fatto notare oggi. Ma il traffico va regolato meglio, oggi mi è parso troppo caotico! E la città si deve preparare ad accogliere visitatori non solo ad agosto, ma anche nei restanti 11 mesi dell'anno!
 
 
Da un altro blog di viaggiatori riporto questo commento su Capo Colonna del 2008 (ma potrebbe essere stato scritto benissimo oggi) :
 
 
Avevo sentito parlare parecchie volte di questo Capo Colonna, una località vicino a Crotone in cui è stato istituito un Parco archeologico. E purtroppo mi è venuta voglia di vederlo…Si tratta di un sito archeologico che dovrebbe avere una grande importanza, cosa che non traspare assolutamente dallo stato di degrado in cui versa. Il nuovo museo, inaugurato la scorsa estate, sembra un’astronave atterrata lì per caso e la sua visita lascia più di una perplessità. Vagare per quest’area archeologica è un’esperienza davvero triste: sterpi e vegetazione spontanea dominano la scena. Rifiuti di ogni genere e i resti di alcune ville abbandonate e in rovina, uniti al fatto che gran parte degli scavi è recintata e senza spiegazioni, rendono questo che dovrebbe essere un punto di interesse un luogo la cui visita è del tutto inutile. La famosa colonna che da il nome al promontorio se ne sta lì, isolata e senza senso, a sorvegliare una landa desolata che qualcuno chiama parco.

giovedì 15 marzo 2012

Quanto tempo occorre..?!

L'Associazione Nuova Hera comunica che sono passati 3 mesi dalla segnalazione presentata, dalla stessa, a: Procura della Repubblica, Comune di Crotone e Provincia di Crotone, in merito alla discarica abusiva rinvenuta nel dicembre 2011 in località Zigari Ponticelli, e la situazione, come mostrano le nostre immagini, è rimasta invariata;
pertanto ci chiediamo: perchè dopo circa 90 giorni le Istituzioni non sono ancora intervenute? Attendiamo indignatamente risposte.
 
Grazie.

martedì 28 febbraio 2012

Piazza dell'Abbandono


Sappiamo di aver già trattato l’argomento dei “terreni abbandonati” ma come non ritornarci su se nonostante lettere, segnalazioni, iniziative e quant’altro di simile è stato fatto non c’è stata ancora nessuna nuova buona notizia degna di cronaca? Sono ancora tante le aree verdi abbandonate da un lato e tanti gli spazi negati alle necessità dei cittadini dall’altro, è mai possibile che questo incessante paradosso continui a caratterizzare la nostra città? Perchè nonostante tante nuove giovani idee che accrescerebbero culturalmente gli individui, si preferisce restare nell’ottusità del “solito” (termine a noi fastidioso e riluttante)? Che fine ha fatto il bando per l’assegnazione delle aree di verde pubblico comunale effettuatosi a maggio 2011? Tra le varie aree che abbiamo censito durante le nostre quotidiane passeggiate in città abbiamo deciso di mostrarvi questa di proprietà privata: in Piazza Montessori, zona Tufolo ovvero Crotone 2, abbiamo rinvenuto circa 1000 metri quadri di verde selvatico circondato da una “cornice” in cemento con due accessi semichiusi da pseudo cancelli pericolanti in ferro rigorosamente arrugginito; il verde è ovviamente misto a sprazzi di “soliti” rifiuti: dal cesso rotto alla scopa consumata, dalle bottiglie in plastica alle assi in legno di qualche vecchia rete per letto, dai secchi vuoti di vernice agli involucri di snack consumati frettolosamente per strada… questo luogo è così da circa 20 anni, dai tempi di Italia’90 (giusto per capire), nel frattempo abbiamo assistito ad altri 5 mondiali eppure il tempo qui, su quest’area, si è magicamente fermato. Durante tutti questi anni però non si sono fermate le buone azioni di alcuni cittadini crotonesi amanti degli animali, che hanno salvato quasi ogni giorno tanti cani dalla strada e dalla morte certa, persone che hanno tralasciato la propria vita per salvaguardare quella dei loro fedeli amici a 4 zampe, e come loro tanti altri cittadini che posseggono un cane, a Crotone se ne contano circa 15000, non hanno ancora un fazzoletto di terra dove portare il loro cane per giocare, per scorazzare, per poter almeno compiere quel movimento di cui ne avrebbero quotidianamente bisogno, uno spazio tutto loro dove non interferire con chi degli animali ha timore o ne è “allergico” come gli abitanti della cooperativa Montedison di Via De Nittis che preferiscono conservare per un’altra decina di anni il loro giardino in stato indecoroso piuttosto che farlo curare alla nostra associazione per realizzare un pezzo di civiltà che in città non si vede da millenni! E così i nostri amici a 4 zampe saranno costretti a portare i loro padroni in spiaggia dove rischieranno, per amore al fedele compagno, qualche multa per il vigente divieto di accesso imposto dall’amministrazione comunale per motivi igienici. Noi siamo per la legalità e quindi per il rispetto di codici e norme ma allo stesso tempo siamo anche per il rispetto dei nostri diritti e di quelli dei nostri pelosi quadrupedi, pertanto cogliamo l’occasione per invitare i buoni intenditori che leggeranno queste nostre parole a provvedere immediatamente al recupero di una delle tante aree in balia del marciume per trasformarla in un parco giochi per cani, la nostra stessa associazione si offre da subito volontaria per la pulizia e la gestione gratuita perchè noi siamo già pronti al cambiamento, aspettiamo soltanto voi…

martedì 31 gennaio 2012

Centocinquanta metri dalla civiltà

La distanza tra un cittadino medio di Crotone e la civiltà è più breve di quanto si pensi: soltanto 150 metri! Lasciare l’auto al primo parcheggio utile e proseguire il cammino in centro contando sulla forza delle proprie gambe per i cittadini crotonesi è utopia, fantascienza, irrealtà! Come si può accertare dal collage di foto scattate tutte intorno alle ore 11.00 di un qualsiasi giorno feriale di Gennaio del corrente anno, l’automobilista medio crotonese ignora i cartelli stradali e parcheggia là dove la furbizia glielo suggerisce e dove ai tutori della legge risulterebbe troppo facile infliggere una contravvenzione. A Crotone l’alta incidenza tumorale non dipende dai veleni delle vecchie fabbriche, il vero problema è l’inesistente attività motoria dei cittadini troppo “fraccomodi”: ogni buon furbo crotonese non si sente realizzato se non trova parcheggio sotto il portone di casa, di fronte l’entrata del negozio, accanto l’ingresso della discoteca, vicinissimo al primo scalino della via d’accesso alle Poste… ma come dargli torto se ad incentivarlo ci pensa il comando di Polizia Municipale che con 10 unità su strada non sa dove e come distribuirle e che nel dubbio le piazza sulle strisce pedonali all’uscita delle scuole dove potrebbero operare tanti validi volontari?! Purtroppo in città sono tanti i misteri che lasciano senza risposta quella misera parte di civile società crotonese che aspira a convivere con gente più matura e coscienziosa. Ma forse questo è il nostro triste e beffardo destino: discendere dalla più grande civiltà mai esistita per arrivare ad essere la più grande inciviltà esistente! Qui tutti parlano di progresso ma poi restano attaccati come sanguisughe alle loro squallide abitudini. Noi continuiamo comunque nel nostro lavoro di miglioramento sperando di riuscire ad illuminare anche un solo cittadino, magari il Primo, allora si, cambierebbe davvero tutto.

venerdì 6 gennaio 2012

La vecchia lavatrice la rottama il commerciante

Lo sapevate che quando si acquista un elettrodomestico nuovo nel prezzo che paghiamo è già incluso lo smaltimento del vecchio? Il commerciante è obbligato a smaltirlo senza chiedere un solo centesimo in più! Lo impone il Decreto Ministeriale n.65 del 8 marzo 2010: "I distributori assicurano, al momento di una fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica, il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno dell'apparecchiatura usata. Proprio per questo nel prezzo del nuovo elettrodomestico è incluso il costo per lo smaltimento del vecchio apparecchio" In caso contrario ci si può rivolgere ai Carabinieri che, non si occuperanno certo del ritiro dell’elettrodomestico… ma provvederanno ad effettuare una sanzione al commerciante che varia dai 150 ai 400 Euro. Nel caso in cui, invece, dovete smaltire l’elettrodomestico vecchio, senza acquistarne uno nuovo, potrete usufruire dell’isola ecologica presente all’ingresso nord di Crotone, nei pressi del Piazzale della Pace (la rotonda coi delfini) dove consegnerete negli orari stabiliti il vostro vecchio elettrodomestico e dove troverete risposta ad ogni vostro dubbio in merito. Finalmente i cittadini crotonesi non avranno più scuse per abbandonare il vecchio televisore al fianco del primo cassonetto! Ecco l’elenco dei rifiuti in questione detti “RAEE”:

1. Grandi elettrodomestici
2. Piccoli elettrodomestici
3. Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni
4. Apparecchiature di consumo
5. Apparecchiature di illuminazione
6. Strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali)
7. Giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero
8. Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati e infettati)
9. Strumenti di monitoraggio e di controllo
l0. Distributori automatici.

Nel dettaglio si parla di: frigoriferi, congelatori, lavatrici, televisori, asciugatrici, lavastoviglie, stufe elettriche, forni a microonde, ventilatori elettrici, aspirapolvere, ferri da stiro, tostapane, frullatori, orologi, computer, stampanti, fax, telefoni, radio, videocamere, registratori, hi-fi, strumenti musicali, trapani, seghe, macchine per cucire, giocattoli, videogiochi…e tanti altri.

Christian Greco

mercoledì 28 dicembre 2011

La regola è nulla senza controllo

“La potenza è nulla senza controllo” recitava lo spot di una nota casa produttrice di pneumatici ma oggi la massima potremmo riformularla ed adattarla all’attuale situazione in cui la città di Crotone è costretta a vivere: “la regola è nulla senza controllo” vale a dire che ogni norma o legge che sia, perde di valore se nessuno esercita il controllo per farla rispettare. Tante volte riflettiamo sul perché molte cose non vanno per il verso giusto e pensiamo di trovare la risposta nell’inciviltà, nell’incuria, nella pigrizia, nel menefreghismo, nella prepotenza… sicuramente il 50% lo fanno loro ma l’altro 50% si cela nella mancanza di controllo ovvero nella “silenziosa licenza” data ai cittadini di fare di testa propria senza che alcun tutore indichi loro l’errore commesso affinché non venga ripetuto. Al cittadino “conviene” parcheggiare in doppia fila per poter fare la spesa senza dover perdere 30 minuti in cerca di un civile parcheggio, al cittadino che trova difficoltà nel gettare prima la carta poi la plastica poi il vetro, “conviene” depositare i rifiuti tutti in un unico contenitore in pochi secondi, e anche al cittadino che ristruttura la casa “conviene” abbandonare lastre su lastre di eternit nella prima campagna sperduta senza dover spendere carriole di euro per smaltirli… Perché un cittadino dovrebbe perdere soldi e tempo con la burocrazia quando “conviene” risparmiarli affidandosi al “fai-da-te” o a chi ti fa risparmiare a modo suo… ?! Ce lo suggerisce soltanto la morale (che i crotonesi in gran parte disconoscono) non sono certo i nostri amministratori ad imporlo visto che continuano imperterriti a governare senza un piano preciso, senza un programma, senza un obbiettivo concreto, senza ascoltare i propri cittadini e pertanto senza (o facendo finta di non) vedere quello che accade realmente nella città, quella stessa città che dovrebbero salvaguardare e soprattutto controllare quotidianamente, ma che in realtà lasciano in pieno abbandono e considerano soltanto come luogo dove meglio sfruttare il potere per ricavarne dell’altro…  E’ proprio vero che “chi ha denti non ha pane e chi ha il pane non ha i denti”, il potere lo detengono sempre coloro che non sanno utilizzarlo per gli altri (come dovrebbe essere) ma solo per se stessi. Noi giovani a-partitici, quindi senza falsi obsoleti ideali e senza secondi fini di lucro e di potere… avremmo la soluzione per ogni problematica presente sul territorio, ma nessuno crede nelle nostre capacità, nessuno o forse pochi pochissimi si fidano di giovani onesti e volenterosi, tutti o comunque in molti preferiscono chi è furbo e scaltro d’altronde è dai tempi di Cristo che si preferisce dare spazio ai Barabba e rifiutare i veri salvatori… Personalmente sono sempre più schifosamente nauseato dalla malapolitica che regna a Crotone, che non ci sia controllo è oramai un’abitudine radicata, i vigili spuntano per le strade insieme ai mandarini nel mercato ortofrutticolo, insieme ai crustoli nelle nostre case e nei presepi nelle chiese… solo a Natale, grazie a Dio!


Christian Greco

venerdì 23 dicembre 2011

Prima candelina per Nuova Hera

L’associazione che pensava di smussare la mentalità crotonese, almeno quella dell’Amministrazione Comunale, di riuscire a dare una scossa ad una città mezza morta, di donare qualche utile consiglio per lo sviluppo culturale della città ma soprattutto dei cittadini… tira le somme dopo un anno di attività: era il 23 dicembre del 2010 quando 5 ragazzi armati di vernice e pennelli ripulivano a spese loro le pareti di un edificio privato completamente imbrattato da “scarabocchi” fatti con le bombolette spray. L’edificio in questione era il “Palazzo dei Ferrovieri” una struttura abbastanza storica del centro cittadino che i membri fondatori dell’associazione ritenevano ingiusto lasciare in quelle condizioni indecorose, pur non essendone i proprietari né i condomini… il messaggio diretto ai concittadini ed all’amministrazione comunale era chiaro: rimboccarsi le maniche e darsi da fare per migliorare tutto ciò che di negativo c’è in città perchè vi appartiene, la cura della città spetta in primis al sindaco perché ne possiede le chiavi, ma subito dopo a tutti noi cittadini, nessuno escluso. Quel 23 dicembre i ragazzi di Nuova Hera potevano passarlo a casa con familiari ed amici a giocare a carte, a mangiare crustoli e susumelle, a passeggiare sul lungomare, a giocare a calcetto o a farsi le cannette sulla lega navale… eppure hanno voluto, almeno per una volta, dimostrare che basta poco per cambiare le cose senza stare a guardarle lamentando che non funzionino o che non vadano bene, e che si possono ottenere ottimi risultati anche senza aspettare la “manna dal cielo”. L’idea di una “Nuova Hera” in realtà nasceva in estate dopo lunghi anni di una repressa insoddisfazione della classe politica locale, incapace di gestire il territorio e di lasciare le buone prospettive per il futuro di noi giovani. Poi nel frattempo scoprimmo l’esistenza di “Stanchi dei Soliti” e così, creare una lista civica per presentarci alle elezioni amministrative, non serviva più! La nostra voglia di fare, però, era così grande che non avevamo tempo da perdere, e così decidemmo di fondare un’associazione di sensibilizzazione al senso civico: dare il buon esempio ai concittadini sul comportamento sociale, cercando di smuovere un po’ le coscienze e magari ottenere un piccolo ma gioviale cambiamento. Dopo 12 mesi di vita, in città, tutto è rimasto com’era, di coscienze forse qualcuna l’abbiamo smossa, l’unica certezza è che ci siamo dati da fare, pur facendo la parte delle mosche bianche, abbiamo realizzato tante iniziative sociali per dare spunto al cambiamento, tante altre non siamo riusciti ad effettuarle perché i temi che volevamo trattare (es. la raccolta differenziata) non erano (e non lo sono tuttora) stati ancora introdotti dai nostri “maestri” nella vita sociale cittadina! Noi comunque andremo ancora avanti senza patrocini ma soltanto ringraziando tutti quelli che hanno preso parte alle nostre iniziative e che ce ne hanno suggerite tante altre da poter realizzare. Un abbraccio a presto e Buone Feste.

Nuova Hera

domenica 4 dicembre 2011

Niente è più certo del cambiamento

Esistono in tutto il mondo, ma in particolare in Italia, specie in Calabria, soprattutto a Crotone, determinate cose, usi, costumi, ideologie che ad un certo momento divengono obsoleti e l’unico spazio che dovrebbero occupare è quello di una vecchia cantina, appesi ad un chiodo arrugginito o conservati sul fondo di un polveroso cassetto, perché prima o poi arriva il capolinea per tutto, è inutile portare avanti un qualcosa che appartiene al passato soprattutto se si è rivelato poco costruttivo, inutile o inconcludente. Restare legati ai tempi che furono è il modo peggiore di affrontare il futuro, dal passato bisogna soltanto attingere alle cose utili ed individuare gli errori da non ripetere dopodiché tocca tirar fuori nuove idee, nuovi stimoli, nuovi orizzonti da raggiungere, nuove strade da percorrere, se la nostra nazione non si pone un nuovo modello di sviluppo, faticherà ancora per chissà quanto tempo prima di tornare ad essere un grande paese... ma senza uscire dai confini locali e pensando alla nostra piccola e meravigliosa Crotone dobbiamo, noi figli di Pitagora, eliminare al più presto tutte quelle cattive abitudini che ci trasciniamo dietro da troppo tempo, solo allora potremo far rivivere l’antica civiltà di cui tanto ci vantiamo di esserne gli eredi. Questa lettera prende vita subito dopo aver visto un muro in Piazza De Gasperi, da poco tempo riassestata dopo che i soliti vandali l’avevano distrutta, imbrattato con una scritta: ”ULTRAS LIBERI KR – NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO”. Il gesto è quello di chi da spazio all’istinto mettendo da parte la ragione, praticamente come fanno gli animali, distruggendo le poche ambizioni degli altri crotonesi di vedere una città diversa da quella che è oggi. Che la scritta nasca da una situazione di disagio sociale è indiscutibile ma se ognuno si sentisse “libero”, come dicono loro, di mostrare il disagio in questo modo, i nostri poveri muri sarebbero tutti neri (ahimè in gran parte già lo sono)! Perché imbrattare una parete pubblica anziché prendere carta e penna come abbiamo fatto noi? Perché, pur avendo quel messaggio un significato importante, creare un danno alla propria città? Perché, se davvero si crede in quello che si è scritto, ci si nasconde vigliaccamente dietro un muro senza metterci la propria faccia? In realtà gli autori di questo pseudo-murales “non sanno quello che fanno”, e continueranno a non saperlo se rimangono aggrappati ad un modo di fare arcaico e grottesco, l’incivile rimane tale perchè resta fuori dalla civiltà e quindi lontano da chi potrebbe ascoltarlo ed appoggiarlo nel suo intento. Stesso discorso vale per coloro che ancora disegnano falci, martelli, svastiche, stelle, croci celtiche e quant’altro che a nostro avviso non fa emergere idee e pensieri differenti ma al contrario evidenziano un unico gruppo di individui accomunati dalla nostalgia verso finti rivoluzionari e violenti trascinatori di folle. La vera rivoluzione è il cambiamento… a Crotone, invece, molti sono rimasti a “tre dischi mille lire” soprattutto ora che la musica è digitale e da 10 anni la barattiamo con l’euro…

Christian Greco


lunedì 28 novembre 2011

Consigli alla Viabilità: Via Ruffo

Uno degli obiettivi dell’associazione Nuova Hera è il raggiungimento del benessere e del quieto vivere dei cittadini crotonesi intervenendo, secondo le nostre capacità e competenze, là dove l’amministrazione locale fosse stata latitante, e così oggi, impossibilitati nell’agire direttamente sul campo, ci siamo armati di penna e calamaio per suggerire il da farsi all’ufficio addetto alla gestione della viabilità cittadina affinché intervenga (“al più presto” è scontato…) ad apportare alcune modifiche nella piazzetta in cui si intersecano più strade: via Cappuccini, via Ruffo, via Braille. Lo spazio in questione è lo stesso che un tempo ospitava il transito di pullman extraurbani carichi di studenti in viaggio verso le vicine località della provincia, oggi invece meta di automobilisti frettolosi che prepotentemente abbandonano il mezzo nell’area zebrata per fare veloci compere nelle attività commerciali della zona. Questo non è, però, l’unico neo per cui scriviamo, il nostro intervento nasce infatti dall’esigenza di evitare possibili ingorghi nonché incidenti stradali soprattutto per chi con il proprio mezzo procede da via Braille in direzione della piazzetta, in quanto non avendo una chiara visuale delle auto in arrivo dalla destra, rischia di rimetterci la pelle ogni volta che attraversa quel tratto. E’ chiaro che la segnaletica stradale esistente è rimasta ancora “favorevole” al transito dei pullman che provenienti da viale Regina Margherita, senza fare troppe manovre, s’infilavano facilmente in via Ruffo per proseguire la corsa su via Mario Nicoletta. Ora che il traffico di pullman è stato dirottato, crediamo sia utile invertire il senso di marcia di questo tratto creando una sorta di rotatoria al posto dell’area zebrata magari con un’aiuola ed una panchina o un semplice marciapiede ed eliminare i grossi cassonetti dell’immondizia sostituendoli con i contenitori della differenziata dalle dimensioni ridotte. Il nostro intento potrà sembrare a molti un modo superbo di sostituirci agli organi competenti o creare la solita polemica per denigrare il lavoro altrui, in realtà il nostro vuole essere soltanto un sincero e concreto aiuto al miglioramento della vivibilità di una piccola cittadina che con una semplice riorganizzazione diverrebbe una rara perla del Mediterraneo.

Christian Greco